La Locanda Marzolara, ristorante trattoria Parma immerso nelle colline, è da sempre un punto di riferimento per chi cerca una cucina autentica, legata al territorio e alla tradizione parmigiana. Nel tempo, questo percorso fatto di passione, accoglienza e rispetto delle materie prime ha attirato l’attenzione di giornalisti, critici gastronomici e testate locali e nazionali.
In questa sezione abbiamo raccolto articoli, recensioni e citazioni che raccontano la Locanda Marzolara attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e raccontata, valorizzando il lavoro in cucina, l’atmosfera della sala e il legame profondo con il territorio. Una rassegna stampa che testimonia, nel tempo, l’identità di un ristorante trattoria Parma capace di restare fedele a se stesso, piatto dopo piatto.
Tra le colline di Marzolara (Calestano), a pochi chilometri da Parma, la Locanda Marzolara è un gioiello della cucina parmigiana e una delle risposte più autentiche a chi si chiede dove mangiare bene a Parma. Emilia ai fornelli e suo marito Salvatore in sala accolgono gli ospiti con piatti straordinari a base di funghi porcini e tartufo nero di Fragno. Una trattoria autentica, dove tradizione e accoglienza si fondono in un’esperienza che profuma di casa e di territorio.
Nella bombetta di riso al tartufo firmata da Emilia Iazzetta sulle pagine della Gazzetta di Parma si ritrova l’essenza della Locanda Marzolara: pochi ingredienti selezionati, una lavorazione precisa e una cucina capace di raccontare il territorio con semplicità. Un piatto che conforta e che esprime identità senza bisogno di spiegazioni.
La ricetta diventa così simbolo dell’ingresso della locanda nella Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, trasformando prodotti e accoglienza in un racconto diretto che passa dal piatto e dalla relazione con l’ospite. Una cucina autentica, accessibile e profondamente legata al Parmense, da scoprire un piatto alla volta.
Non cambia la locanda e resta un posto piacevole di cibo sincero e buona accoglienza e ora, con la bella stagione, anche nel semplice dehors con le tovaglie a quadretti bianchi e rossi, le sedie di legno. Qualche gradino tra l’ingresso e i tavoli e il sorriso della patronne che accoglie, porta l’acqua e annuncia i fuori menu a base di funghi prugnoli. Di fronte alla chiesa di Marzolara, il parcheggio più avanti 80 metri, e l’insegna che reca il marchio di fabbrica: «funghi, tartufo, lumache». L’oste, piuttosto silenzioso, illustra brevemente, consiglia, non svela i suoi segreti, insiste sulla qualità delle materie prime. Cantina discreta con produttori non molto conosciuti dalle regioni italiane, una selezione locale, un buon lambrusco della casa e sempre prezzi moderati.